il ranuncolo

Il Ranuncolo è un fiore delicato e sofisticato dalla tradizione millenaria e dall’impiego per la cura di numerosi disturbi come vuole la medicina tradizionale cinese. Trattandosi di una pianta che, come vedremo, possiede sia proprietà benefiche che velenose, occorre prestare molta attenzione circa l’impiego e la coltivazione, soprattutto se nel nostro giardino vivono animali domestici come cani e gatti. Stando al parere dell’esperto mastro giardiniere Tiziano Codiferro, coltivare Ranuncolo è tutt’altro che semplice ma è un fiore che può dare grandi soddisfazioni se curato con amore, costanza e passione.

Il ranuncolo e i suoi mille nomi

Il ranuncolo è conosciuto con molti nomi. Quello ufficiale è “Ranuncolo Bulboso” ma lo si trova chiamato anche con il nome di Botton D’oro, per via dei suoi colori accesi e brillanti e della sua caratteristica forma morbida e tondeggiante. Questo fiore viene chiamato anche con il nome di Rapa di Sant’Antonio e lo trovi in tutta la penisola, soprattutto nelle zone in cui l’ambiente è umido, ombroso e fangoso. Le origini greche del nome ci fanno ipotizzare che significhi “Rana”, forse per l’ambiente in cui cresce con maggiore facilità. Il fiore è solitamente giallo oro e possiede dai tre ai cinque petali. Le foglie sono vellutate e pelose e le radici sono esili e fini.

I benefici del ranuncolo

Le proprietà di questa pianta sono davvero tantissime ma bisogna prima avvertire che in essa sono contenute alte concentrazioni di anemonina, sostanza tossica e velenosa per l’umano e per gli animali. Un’intossicazione da anemonina può manifestarsi anche al solo tatto e causare nausea, vomito e convulsioni. Può essere mortale al punto da indurre crisi respiratorie e spasmi intestinali o semplici reazioni cutanee. Per questo l’uso consigliato è prettamente esterno. Al tempo stesso, tuttavia, il ranuncolo offre importanti proprietà analgesiche astringenti e calmanti oltre che cicatrizzanti. Il ranuncolo è in grado di contrastare gli spasmi respiratori, i reumatismi e le nevralgie per cui è largamente impiegato in omeopatia anche per contrastare i disturbi dell’umore.

L’impiego del ranuncolo per la salute

Le foglie del ranuncolo vengono prima essiccate e poi trasformate in poltiglia con l’aggiunta di oli essenziali o sostanze oleose edibili. La radice, invece, subisce un processo di essiccazione per poi essere polverizzata finemente e mescolata con oli edibili per l’assunzione. Su ferite ed escoriazioni il principio attivo della pianta viene estratto sotto forma di sostanza liquida e lavorato in crema o pomata. Infine vi è la tintura di ranuncolo che, solitamente, è impiegata per la cura dell’herpes e la cui applicazione in gocce è in grado di alleviare immediatamente prurito e fastidio. Gli usi del ranuncolo non finiscono qui ma sono tutti attentamente controllati dall’occhio dell’esperto che conosce la pianta e che, quindi, è in grado di evitare sapientemente i rischi da avvelenamento.

Il fascino malinconico del ranuncolo

Il ranuncolo è un fiore da ammirare perché offre una bellezza insolita, rara e ammaliante. Purtroppo il fatto che tutte le parti verdi della pianta siano altamente tossici fa sì che non sia il fiore ideale per giardini domestici in cui possono giocare bambini o animali. Le varietà coltivate in Italia sono circa una cinquantina e nessuna di queste è totalmente innocua anche se le concertazioni velenose variano da specie e specie. In Italia la tradizione accosta il ranuncolo al rapporto tra Gesù e la madre, Maria, motivo per cui è utilizzato per decorare gli altari e le chiese durante la settimana Santa.

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Il ranuncolo: proprietà, benefici e usi più comuni

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