gazebo normativa

Installare un gazebo in uno spazio esterno di tua proprietà può essere la soluzione giusta per trascorrere più tempo all’aria aperta, durante la bella stagione. Si tratta di strutture confortevoli che offrono riparo dal sole e dal vento e ti consentono di svolgere hobby e organizzare pranzi e cene in compagnia dei tuoi amici, in giardino oppure in terrazza. Esistono diverse tipologie di gazebo in commercio, alcune delle quali richiedono autorizzazioni specifiche, per essere installate. In questo articolo, troverai tutto quello che c’è da sapere riguardo alla normativa sul gazebo in condominio e in giardino.

Normativa gazebo: quello che devi sapere

Attualmente, non è presente un codice di regolamento nazionale sull’installazione del gazebo in giardino. Dunque, ogni regione può stabilire autonomamente le proprie regole e limitazioni. Per questo motivo è fondamentale prendere visione della normativa sull’arredo da giardino del proprio Comune di appartenenza, per essere sicuri di non incorrere in sanzioni. Puoi consultare il Regolamento Edilizio in materia di normativa gazebo e pergolati in legno, recandoti presso gli sportelli specializzati nella tua città di residenza. In linea generale, comunque, al di là delle differenti limitazioni poste dalle diverse regioni, solo alcune tipologie di gazebo necessitano di un’autorizzazione specifica, mentre altre possono essere installate liberamente, senza informare il Comune.

Secondo la normativa gazebo installati in giardino, sono esenti da qualsiasi autorizzazione le strutture precarie e removibili, senza bisogno di operare delle demolizioni. Al contrario, i gazebi e i pergolati che richiedono opere edilizie e un’installazione fissa, necessitano di un’autorizzazione da parte del Comune di residenza. In quest’ultimo caso, sarà necessario presentare una documentazione specifica agli organi competenti e richiedere formale autorizzazione, prima di procedere alla costruzione del gazebo. Le strutture fino a 15 mq rientrano nell’ambito delle attività di Edilizia Libera e possono essere denunciate semplicemente presentando il CIL (Comunicazione di Inizio Lavori), un documento che attesta l’intenzione di installare la struttura. Se la superficie del gazebo supera i 15 mq, invece, sarà necessario presentare la SCIA, Segnalazione Certificata di Inizio Attività.

In generale, per capire se la tua struttura rientra nell’ambito della normativa gazebo, è necessario valutarne le seguenti caratteristiche:

  • Forma del gazebo: solitamente le strutture con forma quadrata o rettangolare, se di dimensioni modeste, non richiedono autorizzazioni. Al contrario, i gazebi rotondi possono essere sottoposti a regolamenti specifici;
  • Dimensioni: ogni Comune stabilisce autonomamente quali grandezze debbano avere le strutture per esterni, per questo motivo, è sempre necessario informarsi presso gli uffici competenti in materia edilizia;
  • Tipo di copertura: le coperture in tessuto retraibile o in fibra vegetale non richiedono autorizzazione, mentre quelle fisse possono essere soggette a limitazioni;
  • Tipo di chiusure: sono sottoposte a regolamentazione le chiusure laterali con vetrate e i tramezzi di legno;
  • Fondamenta: i gazebi non possono essere dotati di fondamenta, ma devono essere fissati al terreno con altre tipologie di ancoraggio, come ad esempio i bulloni, per non rischiare sanzioni;

Dunque, come stabilito da una sentenza della Corte di Cassazione del 2013, se il gazebo è composto da una struttura leggera, di piccole dimensioni e facile da rimuovere, non è necessario richiedere nessuno permesso. Ciò risulta invece obbligatorio per le strutture che richiedono l’installazione di pilastri, con dimensioni ampie e non facilmente removibili dal suolo.

Installare un gazebo in condominio: le regole da seguire

Chi abita in condominio e desidera installare un gazebo deve prestare attenzione ad alcune regole specifiche, per non rischiare di andare incontro ad ammonizioni. Infatti, la costruzione di tale struttura potrebbe determinare una diminuzione del valore patrimoniale dell’edificio e deturpare il decoro architettonico del palazzo, divenendo oggetto di controversia condominiale. La Corte di Cassazione ha stabilito che, qualora si decida di installare un gazebo in terrazzo, esso deve essere realizzato con gli stessi materiali già presenti nel luogo condominiale. Vanno invece rimossi i manufatti costruiti con materiali differenti, anche se l’edificio non ha pregi architettonici e se il gazebo poggia sul lastrico solare di proprietà dell’inquilino. La normativa sui pergolati in legno vale anche nel caso in cui l’appartamento si trovi all’ultimo piano e il proprietario ne abbia uso esclusivo.

L’autorizzazione per il gazebo in terrazzo può essere concessa solo qualora la struttura risulti esteticamente simile all’edifico preesistente e non ne alteri le caratteristiche, in modo da armonizzarsi col contesto. Il Consiglio di Stato, invece, non prevede limitazioni per le strutture in legno o metallo, di piccole dimensioni, prive di opere murarie e chiusure, completamente removibili. Infatti, queste tipologie di gazebo non determinano una modificazione dell’edificio e quindi non sono soggette a permessi.

Normativa sui pergolati in legno: le distanze da rispettare

Per quanto riguarda la distanza del gazebo da altre proprietà, attualmente non esiste ancora un regolamento specifico su tale questione. Tuttavia, restano in vigore le regole di distanza tra una proprietà e l’altra, stabilite dal Codice Civile. Secondo l’articolo 873, infatti, è necessario mantenere una distanza di almeno 3 metri tra edifici limitrofi, in modo da non ostacolare la visuale dei vicini e non incorrere in sanzioni.

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Normativa gazebo: tutto quello che c’è da sapere

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